OGGI E’ DOMENICA …
Maggio 25, 2008
… e non si poteva non toccare un argomento Sacro e Santo: LA SANTA MESSA DOMENICALE.
La LITURGIA è il complesso delle feste ecclesiastiche. Come c’è l’anno civile, che va dal primo gennaio al trentuno dicembre, così c’è l’anno liturgico o ecclesiastico, che comincia la prima domenica di Avvento e si chiude con l’ultima domenica di Pentecoste.
L’anno liturgico è regolato dalla Pasqua, che è una festa mobile, cioè non ha una data fissa poiché dipende ogni anno dalla luna; il primo plenilunio di primavera segna la Pasqua, la quale si celebra la prossima domenica dopo il plenilunio. Durante l’anno liturgico sfilano dinanzi a noi, secondo un ordine cronologico, gli avvenimenti principali della vita di Gesù e contemporaneamente ogni giorno si ricorda un Santo.
L’ALTARE
La S. Messa si celebra sull’altare, che deve essere elevato, perché rappresenta il Calvario e perché rende più visibile il Celebrante.
La parte principale dell’Altare è la larga tavola di marmo, detta MENSA, sulla quale si compiono i Sacri Misteri. In genere, al centro di essa sta la Pietra Sepolcraleche contiene le reliquie dei Martiri e ciò affinché Gesù, che è il Martire per eccellenza, mentre s’immola sia onorato dalla presenza delle reliquie dei suoi Martiri.
Affinché si possa celebrare, la mensa dell’Altare deve essere ricoperta dalla “tovaglia”; inoltre devono esserci le candele: la candela accesa, che dà luce e calore, è il simbolo della Fede, che illumina la mente e riscalda il cuore.
Quando si entra in Chiesa, la prima visita e la prima preghiera devono farsi a Gesù Sacramentato. Passando davanti al suo Tabernacolo, è prescritta la genuflessione con un ginocchio; se il Tabernacolo è aperto, la genuflessione si fa con ambedue le ginocchia, chinando contemporaneamente il capo e recitando mentalmente qualche giaculatoria (ad esempio: Gesù, Ti adoro!). La genuflessione deve essere fatta bene in segno di rispetto e non deve essere uno scomposto movimento.
Non passare vicino al Tabernacolo senza fare una genuflessione davanti al Signore, con la quale Lo adori pubblicamente. Chinare con reverenza la testa è solo un segno di venerazione e corrisponde alle immagini, ma non a Dio.
Sopra ogni Altare sta il Crocifisso affinché ci si ricordi in ogni momento della Celebrazione della Passione e del Sacrificio di Gesù.
IL COLORE DEI PARAMENTI
Nelle funzioni liturgiche e particolarmente nella S. Messa, la liturgia prescrive che i Sacri Paramenti abbiano il colore intonato alla festa del giorno:
- bianco : simbolo di gioia e di purezza, è usato nelle feste del Signore, della Madonna, dei Santi non martiri.
- rosso : simbolo dell’amore e del sangue, è riservato alle Messe dello Spirito Santo e dei Martiri.
- viola: simbolo della penitenza, rispecchia lo spirito del tempo di Avvento e di Quaresima.
- verde: usato nelle domeniche dopo l’Epifania e dopo la Pentecoste, esprime la speranza che sostiene il nostro viaggio terreno verso la Patria Celeste.
INTROITO
Introito vuol dire ingresso. Il Celebrante, prima di dare inizio al Sacri Misteri, si umilia dinanzi a Dio col popolo, facendo la sua confessione; recita perciò: “Confesso a Dio Onnipotente …..” insieme a tutti i fedeli.
VANGELO
L’istruzione principale si riceve per mezzo del Vangelo.
Al principio della lettura del Vangelo bisogna mettersi in piedi, in ossequio alla Parola di Dio e per significare la prontezza con cui si deve essere disposti ad eseguire gli ordini del Signore.
Contemporaneamente al Celebrante, i fedeli facciano tre piccoli segni di Croce: sulla fronte, sulle labbra e sul cuore. Il significato è questo: la Parola di Dio sia nella nostra mente, sia la nostra parola, sia scrittura nei nostri cuori.
Finita la lettura del Vangelo, si dà gloria a Gesù dicendo “Lode a Te, o Cristo!”. Nei giorni festivi e quando le circostanze lo permettano, finita la lettura del Vangelo, il Sacerdote fa la predica o Omelia. E’ dovere di tutti ascoltare attentamente la predica e gli eventuali avvisi che il Sacerdote dà; bisogna quindi non effettuare preghiere private. Ciò che si apprende nell’Omelia illumina e fortifica lo spirito; potrà e dovrà servire per fare apostolato in casa, nei posti di lavoro, riportando i punti più importanti alle anime bisognose.
Finita l’Omelia, si fissi in mente un pensiero spirituale o un proposito che serva per il giorno o per la settimana. Se non si ricava alcun profitto da un’omelia, si è solo perso tempo nell’ascoltarla.
OFFERTORIO
Il Celebrante prende il Calice e lo pone al lato destro. Prende la patena con l’Ostia, la solleva e la offre a Dio. Dopo infonde nel Calice un po’ di vino ed alcune gocce d’acqua. L’unione del vino e dell’acqua rappresenta l’unione nostra con la vita di Gesù, il quale ha assunto la forma umana.
Il Sacerdote, sollevando il Calice, offre a Dio il vino, che dovrà essere consacrato.
Procedendo nella celebrazione ed avvicinandosi il momento sublime del Divino Sacrificio, la Chiesa vuole che il Celebrante si purifichi sempre di più, pertanto prescrive che lavi le mani.
Il Santo Sacrificio è offerto dal Sacerdote in unione con tutti i fedeli, i quali vi prendono parte attiva con la presenza, la preghiera e le risposte liturgiche. Per questa ragione, il Celebrante si rivolge ai fedeli dicendo “Pregate, fratelli, perché il mio e il vostro sacrificio sia gradito a Dio, Padre Onnipotente”. I fedeli rispondono: “Il Signore riceva dalle tue mani questo sacrificio, a lode e gloria del Suo nome, per il bene nostro e di tutta la sua santa Chiesa”.
PADRE NOSTRO
Il Celebrante prende la patena con l’Ostia e il Calice ed, elevandoli insieme dice: “Per Cristo, con Cristo e in Cristo, a Te, Dio Padre Onnipotente, ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli”. I presenti rispondono “Amen”.
Questa breve preghiera dà alla Divina Maestà una gloria senza limiti, perché il Sacerdote, a nome dell’umanità, onora Dio Padre per mezzo di Gesù, con Gesù e in Gesù.
A questo punto il Celebrante recita il Padre Nostro.
Gesù disse agli Apostoli “Quando entrate in un’abitazione dite: La pace sia a questa casa e a quanti la abitano”. Pertanto il Celebrante chiede la Pace per tutta la Chiesa.
Segue l’invocazione ” Agnello di Dio ……”
COMUNIONE
Chi vuole ricevere la Comunione, si disponga devotamente. Sarebbe bene che tutti facessero la Comunione; ma poiché non tutti sono in grado di riceverla, coloro che non possono farla facciano la Comunione Spirituale, la quale consiste nel vivo desiderio di ricevere Gesù.
Per la Comunione Spirituale potrebbe servire la seguente invocazione: “Gesù mio, vorrei riceverti sacramentalmente. Non essendomi ciò possibile, vieni nel mio cuore in spirito, purifica l’anima mia, santificala e dammi grazia di amarTi sempre di più”. Detto ciò, si stia raccolti a pregare come se realmente ci si fosse comunicati.
La Comunione Spirituale può farsi molte volte al giorno, anche stando fuori dalla Chiesa.
Si ricorda inoltre che bisogna andare all’Altare in modo ordinato e a tempo debito.
Troppo spesso si osservano fedeli che si muovono dai banchi verso l’Altare in tutta fretta, come se dovessero prendere i primi posti ad uno spettacolo. Questo costituisce una grave mancanza di rispetto, innanzitutto verso Gesù Sacramentato ed in secondo tempo verso gli altri fedeli, turbando il loro raccoglimento con brusii e rumore di tacchi.
Presentandoti a Gesù, bada che il tuo corpo sia modesto nello sguardo e nell’abbigliamento, e, se proprio vuoi prendere l’Ostia Divina nelle mani, accertati prima che siano pulite e nella giusta posizione, con il palmo della mano sinistra sopra il palmo della mano destra, così da prendere con quest’ultima la Particola e portarla alla bocca. Devi fare ciò per rispetto a Gesù e per dare il buon esempio.
Ricevuta la Particola, ritorna al tuo posto ordinatamente e sappi fare bene il tuo ringraziamento!
Raccogliti in preghiera ed allontana dalla mente ogni pensiero disturbatore. E’ satana a portare le distrazioni per non farti utilizzare appieno questo tempo prezioso.
Ravviva la tua fede, pensando che l’Ostia ricevuta è Gesù, vivo e vero e che Egli è a tua disposizione per perdonarti, per benedirti e per darti i Suoi tesori.
Chi ti avvicina durante il giorno, si accorga che tu hai fatto al Comunione, e lo dimostrerai se sarai dolce e paziente.
CONCLUSIONE
Finito il Sacrificio, il Sacerdote congeda i fedeli, invitandoli a ringraziare Dio ed impartisce la Benedizione: la si riceva con devozione, segnandosi con la Croce.
Dopo di ciò il Sacerdote dice: “La Messa è finita, andate in pace”. Si risponde: “Rendiamo grazie a Dio”.
Questo non vuol dire che abbiamo esaurito il nostro dovere di cristiani partecipando alla Messa, bensì che la nostra missione comincia adesso, col diffondere tra i nostri fratelli la Parola di Dio.
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1.
catering | Maggio 26, 2008 at 8:40 am
Mia cugina si sposa tra un anno e tra consigli d’ogni genere stava letteralmente impazzendo. Gli ho poi segnalato http://www.guidacatering.it e da li’ e’ stato tutto in discesa, da dove si trova lei e’ stato facilissimo trovare il locale che piu’ si adattava alle sue esigenze (sole & mare). Consigliato anche a chi vuole organizzare feste, compleanni, oltre che congressi ed altri eventi di tipo aziendale.